Crisi: effetti, conseguenze e rappresentazioni

1° Conferenza nazionale dei/delle dottorandi/e in scienze sociali   

Padova, 23-25 giugno 2016

“Dite ora cosa non è in crisi”

Serres

La crisi economica che imperversa dal 2008 è un evento di portata globale che ha generato innumerevoli effetti coinvolgendo molti aspetti delle nostre società. Nata originariamente come turbolenza finanziaria negli USA, essa si è rapidamente trasformata in crisi economica e sociale inglobando anche gli aspetti vitali degli individui quali il lavoro, l’abitazione, le prestazioni sociali, l’educazione, …

Pur non essendoci ancora molta chiarezza sulle cause che l’hanno generata, essa appare sempre più come il portato di cambiamenti e di trasformazioni di lungo periodo (di natura economica, politica e sociale): la liberalizzazione del mercato finanziario, l’intensificazione dei processi di deindustrializzazione dei paesi tardo-industriali, la crisi delle politiche keynesiane, il continuo indebolimento del lavoro e delle sue rappresentanze, l’esacerbarsi delle disuguaglianze sociali e l’adesione al modello economico neoliberale.

Se vi è un punto in comune nelle diverse interpretazioni della crisi esso è l’enfasi posta sul rapporto tra finanza ed economia reale. Questo rapporto è sovente indicato come dialettico e conflittuale e alla cosiddetta “economia fittizia” viene attribuita, oltre che la causa stessa della crisi, anche la colpa di aver scavalcato e corrotto “l’economia reale”. Giunge, per estensione, la diffusa certezza (alimentata dai media e da una parte dei dibattiti pubblici) che politiche volte all’imbrigliamento e al controllo dei meccanismi finanziari ristabilirebbero il corretto rapporto tra le due dimensioni restituendo della sfera “reale” la sua naturale supremazia. A tale interpretazione hanno risposto, invalidandola, alcuni studiosi (Marazzi, 1998; 2009; Fumagalli, 2009; Harvey, 2011; Gallino, 2011) ponendo l’accento sul grado di consustanzialità e interdipendenza tra le due dimensioni e sul loro reciproco sostentamento.

La finanza è oggi onnicomprensiva e persuasiva dell’intera vita degli individui. Si pensi, a titolo di esempio, ai debiti pubblici, ai crediti al consumo, ai fondi pensione o ai cosiddetti “effetti ricchezza” (ovvero il meccanismo che trasforma i valori di borsa in indicatori del benessere collettivo).

E’ opinione diffusa che ad aggravare le conseguenze della crisi abbiano contribuito anche le misure e risposte messe in campo dagli apparati statali e sovranazionali. Come  suggerisce Gallino (2011) se da un lato alla classe politica è chiesto di far fronte alle problematiche generatesi a partire da questa situazione, dall’altro ne è fautrice.

A prescindere dalle cause, la crisi ha generato molteplici effetti non solo sul versante economico ma anche su quello politico, sociale, ambientale e psicologico. Salute, lavoro, atteggiamenti e comportamenti individuali e collettivi sono tutti aspetti legati e studiati in relazione a essa.

Un ruolo importante nella diffusione dei discorsi sulla crisi e nella costruzione di senso relativa a essa lo hanno avuto, e tutt’ora lo hanno, i media. Nel diffondere le notizie, attraverso un’operazione di selezione delle stesse e di scelte di modalità comunicative, questi veicolano un determinato messaggio contribuendo a generare rappresentazioni sull’oggetto in questione.

A partire da questa breve premessa, la sessione vuole ospitare i contributi di dottorandi e di dottorande che svolgono attività di ricerca empirica e teorica sulla cause, sulle conseguenze e sulle rappresentazioni della crisi economica globale. In modo particolare, sono i benvenuti i contributi focalizzati sui seguenti aspetti:

  • crisi, cause, conseguenze e implicazioni;
  • rapporto tra finanza ed economia “reale”;
  • rapporto tra neoliberismo e crisi economica;
  • crisi, contrazione e riorganizzazione dei regimi di Welfare;
  • crisi, povertà, nuove e vecchie disuguaglianze;
  • movimenti politici, movimenti sociali e interpretazioni della crisi;
  • discorso pubblico, discorso politico e rappresentazioni della crisi;
  • i media di fronte alla crisi;
  • crisi: valori e comportamenti.

Sono inoltre benvenuti contributi multimediali, che rappresentino materiale del campo di ricerca o il prodotto finale della ricerca. Cosi come contributi in collaborazione con associazioni, movimenti, comitati, etc.,in cui gli agenti partecipanti siano attori attivi del processo di ricerca.

 

Gli abstract, che non dovranno superare le 300 parole (bibliografia esclusa), potranno essere redatti in lingua italiana o in lingua inglese e dovranno essere inviati entro il 20 febbraio 2016 tramite mail a  phdconference.padova@gmail.com , indicando nell’oggetto: “Crisi: effetti, conseguenze e rappresentazioni”.

L’abstract dovrà presentare la seguente struttura:

titolo, autore/autrice*, testo, parole chiave.

* afferenza istituzionale e recapiti e una breve biografia (max 100 parole) dell’autore o dell’autrice. In caso di contributo con più autori/trici indicare l’afferenza istituzionale e i recapiti di tutti gli/le autori/trici

L’esito della valutazione sarà comunicato dagli organizzatori entro il 20 marzo 2016. Si ricorda che per la partecipazione al conferenza è necessario effettuare l’iscrizione (gratuita) che sarà disponibile sull’apposito form del sito a partire dal 20 marzo 2016 e fino al 30 aprile 2016. Per ragioni organizzative invitiamo i proponenti a iscriversi entro la data di scadenza[1].

Nella selezione dei contributi il comitato scientifico terrà conto della rappresentatività delle diverse discipline e per questo incoraggia anche l’invio di lavori relativi ad altri campi scientifici o basati su approcci interdisciplinari.

Gli autori e le autrici dei contributi selezionati dovranno far pervenire allo stesso indirizzo mail un relativo paper di max 35 mila caratteri (bibliografia e spazi inclusi) entro il 31 maggio 2016.

E’ premura dei referenti della sessione attivarsi per garantire la più ampia diffusione dei materiali raccolti anche attraverso un’eventuale pubblicazione scientifica dei contributi.

Coordinatori

Francesco Iannuzzi, dottorando in scienze sociali, dipartimento FISPPA – Università di Padova

Valentina Rizzoli, dottoranda in scienze sociali, dipartimento FISPPA – Università di Padova

 

[1] Coffee break e spritz-time sono inclusi.

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